Che cos’è lo stress

Il termine stress è ormai entrato nel linguaggio comune. Viviamo nell’era dello stress, tanto da immaginarlo come figura concreta che ci perseguita, minaccia il nostro benessere, la nostra voglia di vivere, la vita stessa.

Nella lingua inglese la parola stress significa “difficoltà, avversità, pressione, tensione”. E’ così che lo abbiamo interiorizzato. Il primo a parlare di stress è stato il fisiologo Hans Selye, a cavallo della seconda guerra mondiale.

Selye si accorse che le reazioni dell’organismo a diversi tipi di “aggressioni”esterne avevano caratteristiche comuni, indipendentemente dalla natura del fattore perturbante. La risposta da stress è una risposta multifattoriale caratterizzata non soltanto dall’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-corticosurrenale ma anche da cambiamenti che interessano diversi sistemi dell’organismo e che si influenzano reciprocamente.

Selye ha definito, quindi, il termine stress una particolare risposta difensiva dell’organismo. Da questo punto di vista lo stress è una funzione positiva per il nostro organismo. Grazie allo stress il corpo mantiene la sua omeostasi, cioè attraverso una risposta difensiva tende sempre a ripristinare l’equilibrio.

Quando lo stress diventa negativo?

Parliamo di distress, quindi stress negativo,  quando il corpo è costretto a mantenere costante e continua la risposta difensiva verso l’ambiente. Più semplicemente,  lo stress cronico diventa dannoso per il nostro sistema biopsicoemozionale.

I ritmi attuali della nostra vita non consentono il naturale andamento stress/omeostasi, cioè non permettono di passare armoniosamente da uno stato di attivazione che prepara l’organismo ad agire sull’ambiente per correggere la discrepanza tra condizioni attuali e condizioni attese e nuovo equilibrio, da vivere e apprezzare per un certo periodo.

La pressione generata da stressor (agenti, stimoli stressanti) di natura diversa e dalla loro coesistenza –ambientali, tecnologici, fisici, psicologici, psicosociali-  sottopone l’organismo ad una costante attivazione che nel tempo si traduce in disfunzioni e patologie, organiche e psichiche.

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